Editoriale

Le leggi, si sa, sono noiose. Ma sono necessarie. Non voglio certo annoiarvi con una disquisizione tecnico-legale sul nuovo regolamento CEE sulle bevande spiritose che sembra sia in dirittura d’arrivo (e questa volta colpa del ritardo non è la burocrazia italiana, bensì le feroci lotte intestine tra i molti paesi produttori di vodka).

Ho già avuto modo di dirlo altre volte, ma non mi stancherò mai di ricordare quanto è cambiata la grappa negli ultimi anni. O, meglio, quanto è cambiata la sua immagine. Da distillato per scaldarsi o per correggere il caffè a vero e proprio prezioso profumo da bere. Un bel salto di qualità, non c’è che dire.

Ci sembra che la scorsa edizione di Vinitaly sia appena terminata, ed eccoci già  alle porte della prossima. Noi produttori pronti a metterci in mostra con tutte le novità e le qualità dell’ultima campagna distillatoria, e voi professionisti e appassionati pronti ad assaggiarle e valutarle.

Siamo in vista di due importanti manifestazioni vitivinicole internazionali, il ProWein a Düsseldorf e il Vinitaly a Verona, che coinvolgeranno profondamente gli appassionati e gli operatori del vino, ma anche quelli della nostra grappa.

Tra i tanti distillati del mondo la grappa ci pare una magnifica perla. Ne produciamo soltanto quaranta milioni di bottiglie all’anno: veramente poche se confrontante con le svariate centinaia di milioni della produzione di altri spiriti come il rum, la vodka o il whisky.