I turisti della grappa: al Nord consumatori attenti, al Sud entusiasti esploratori

di Carlo Odello

La “Seconda ricerca sul turista della grappa” rivela un sentimento positivo verso il distillato. Al Centro-Nord ci si sente più competenti e consumatori attenti, al Sud vince la curiosità e l’entusiasmo per un prodotto ancora da scoprire

La grappa unifica l’Italia, ma con un approccio molto diverso tra Centro-Nord e Sud. Questo è il dato rilevante che emerge dalla “Seconda ricerca sul turista della grappa” condotta durante Grapperie Aperte 2007, manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa. Da una parte un’Italia del Nord tradizionalmente molto legata al distillato ma che lo considera ormai soprattutto un piacere per i sensi. Dall’altra le regioni meridionali nelle quali l’affetto per la grappa è recente e dove si sta ancora facendo conoscenza con il prodotto.
Già molto diversi i motivi della visita in distilleria: il 45% degli intervistati tra i visitatori del Sud Italia rivelano che a portarli tra gli alambicchi è la curiosità, mentre al contrario il 41% dei visitatori del Centro-Nord vanno in visita perché si considerano consumatori attenti, vanno insomma ad accrescere la propria cultura sulla distillazione.
Differente anche il modo in cui si sceglie la grappa. Al Centro-Nord il 48% afferma di provarne diverse prima di comprarne una, solo il 29% ricorre ai consigli di parenti e amici o del negoziante. Nelle regioni meridionali è l’opposto: il 42% dichiara di chiedere consiglio, mentre il 31% compra dopo avere degustato più prodotti.
Cambia anche il luogo dell’acquisto: si va in enoteca (al Centro-Nord nel 34% dei casi, al Sud nel 48%), ma nelle regioni centro-settentrionali ci si reca con molta maggiore frequenza direttamente in distilleria, nel 31% dei casi contro il 13% degli acquisti al Sud. Dato questo legato alla tradizionale maggiore diffusione delle distillerie nelle regioni centro-settentrionali.
Alla domanda su come si fa a distinguere una grappa di qualità, ben il 48% dei visitatori del Centro-Nord ha dichiarato che semplicemente la si sente buona all’assaggio, mentre solo il 9% associa la qualità della grappa al vitigno (es. grappa di Moscato, di Chardonnay, di Nero d’Avola e così via). Diverso nel Sud d’Italia, dove i visitatori di Grapperie Aperte hanno sì svelato di distinguere una grappa di qualità attraverso l’assaggio personale (29%), ma di basarsi anche sul vitigno (18%).
Dove si beve il distillato? Al Centro-Nord il 68% degli intervistati la beve a casa, al Sud il 49%. Interessante notare come da amici la bevano solamente il 6% degli intervistati centro-settentrionali, mentre ne sorgeggino volentieri ben il 19% di quelli meridionali. A quanto pare la grappa è quindi più offerta nelle regioni del Sud che in quelle tradizionalmente legate al suo nome.
Risalta anche una forte differenza nel diverso significato attribuito alla grappa. Al Centro-Nord ormai è considerata un digestivo solamente dal 13% degli intervistati, mentre per il 45% è innanzitutto un piacere per i sensi. Nel Meridione la situazione è invece invertita: per il 36% la grappa è soprattutto un alleato della digestione, mentre solo per il 27% è un piacere sensoriale.