La grappa: una bellissima fotografia italiana

Con il primo numero di Grappa News parte il nostro viaggio alla scoperta della grappa. Prodotto tipico italiano, distillato di bandiera del nostro paese, aromaticamente complesso e tutto da scoprire. Da questo numero ne percorreremo tutta la storia produttiva: da quando l’uva matura sulla pianta a quando esce la bottiglia etichettata e pronta per andare a portare un tocco di glamour italiano nell’affollato mercato degli spiriti.

La grappa è solo italiana. Partiamo dalla definizione legale. Perché la grappa, per sua fortuna, è tutelata a livello europeo. E’ infatti la legge che fissa la definizione di cosa è “grappa” (nello specifico il regolamento CE 1576 del 1989 e il successivo DPR 297/97 con i relativi allegati e annessi).
Per la legge la grappa è la bevanda spiritosa ottenuta da vinacce fermentate e distillate direttamente mediante vapore acqueo, oppure dopo l’aggiunta di acqua, e con eventuale aggiunta di feccia (la parte solida che resta del mosto o del vino dopo il loro illimpidimento). E, molto importante, aggiunge che la materia prima, la vinaccia, deve arrivare da uve prodotte e vinificate in Italia e distillate nel nostro paese. Non esiste quindi una grappa spagnola o una grappa tedesca: al massimo esiste un distillato di vinaccia spagnolo o tedesco. Quindi quando si dice grappa, si dice Italia. E si parla di un prodotto con una gradazione minima tra 37,5 e 40 gradi alcol, a seconda che sia a denominazione geografica oppure no.

Grappa, figlia dell’uva. La grappa ha aromi intensi perché è figlia dell’uva. Man mano che si avvicina la vendemmia, il succo contenuto negli acini si fa più zuccherino e nella buccia dell’acino si concentrano sostanze aromatiche: le cellule della buccia assumono il ruolo di un vero e proprio forziere di aromi.
Quanto rimane dopo avere trasformato l’uva in mosto o in vino si chiama vinaccia. Questa viene distillata se già fermentata o conservata con grande cura e fatta fermentare se ancora non contiene alcol.

La grappa vince il tempo. La grappa è come la fotografia: fissa i momenti migliori e li tramanda ai posteri. Una bottiglia di grappa può mantenere le fragranze di una vendemmia per decenni, magari addirittura per secoli. Il mastro distillatore è l’artista. E’ proprio come il fotografo che fissa gli attimi di un’annata in immagini stupende ad alta definizione. Ma così come in fotografia solo chi ha occhi allenati coglie appieno la profondità di certe immagini, anche nella grappa solo chi ha sensi sviluppati può cogliere tutte le emozioni del prodotto, arrivare a percepirne tutte le numerosissime sfumatore. Non si tratta di essere dei campioni nell’assaggio, ma di accostarsi al prodotto con curiosità e voglia di indagarlo, di leggere fino in fondo gli aromi, di allenare il proprio naso. Per scoprire che la grappa vince veramente contro il tempo e ci porta i profumi degli anni che sono passati.